Collezione
Gli spazi espositivi del Museo del Territorio sono articolati in 5 grandi padiglioni, in tre aree espositive minori e in una vasta ala dedicata ai laboratori scientifici e didattici, aperta al pubblico solo su prenotazione. Sono, inoltre, gestiti dal museo il Parco Geobotanico del Mediterraneo e dei Monumenti Megalitici.
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Padiglione faunistico
Si compone di 8 grandi diorami che rappresentano i differenti ambienti naturalisti del territorio del Consorzio Turistico Sa Corona Arrubia, 2 grandi vetrine con ingrandimenti di particolari dei diorami, 4 vetrine verticali che contengono animali tassidermizzati. La sezione faunistica del museo naturalistico del territorio, allestita grazie allo studio approfondito e al lavoro meticoloso di alcuni tra i massimi esperti del settore, offre ai visitatori la possibilità di ammirare gli habitat naturali più rappresentativi dell’isola ed in particolare del territorio del Consorzio. Essi sono stati ricostruiti in tre dimensioni e a grandezza naturale e resi reali attraverso un uso sapiente della prospettiva e dell’illuminazione.
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Padiglione botanico
Si compone di 4 ambienti. Nel primo ambiente, introdotto da una una grande tavola dipinta (6 m x 5 m) sono presenti 2 vetrine dedicate alle piante con proprietà curative, 2 vetrine dedicate agli olii essenziali e 3 vetrine dedicate ai funghi tossici e velenosi della Sardegna (contenenti pannelli esplicativi e 20 modelli in cera). Nel secondo ambiente sono presenti 4 vetrine che contengono pannelli e ricostruzioni ingrandite, di carattere didattico e in materiale plastico di semi, fiori, frutti, ecc... Le vetrine sono rispettivamente intitolate: "Come funziona una pianta", "I Fiori non sono tutti uguali", "Infiorescenze", "Frutti e infiorescenze".
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L’erbario
Nonostante lo sviluppo di nuovi metodi d’indagine scientifica l’erbario rimane uno strumento basilare e di grande attualità per conoscere e studiare il patrimonio floristico. La conservazione allo stato secco, pur non permettendo lo studio completo della biologia della pianta, si presenta vantaggiosa perché permette l’esame delle strutture della pianta e della sua morfologia e anatomia, che generalmente vengono poco alterate dal processo di essiccazione. La raccolta, suddivisa in ordine sistematico, comprende 450 campioni vegetali tra i più significativi del territorio. Visitando questa sezione si potranno conoscere le varie fasi che caratterizzano la preparazione di un erbario. Ogni campione dopo essere stato raccolto, essiccato e pressato, è stato montato mediante spilli su degli appositi fogli di carta ed etichettato con l’inserimento di informazioni dettagliate sulla pianta e sulla località di provenienza.
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La Collezione Micologica
I funghi rivestono un ruolo ecologico di assoluta importanza, in quanto contribuiscono alla demolizione di molti detriti organici, attività che favorisce il mantenimento di un ambiente adatto alla vita sul nostro pianeta. La Sardegna per le sue peculiarità geografiche, geologiche, flogistiche e vegetazionali è in grado di ospitare un contingente fungino particolarmente numeroso; non sono poche le specie rare e di primaria importanza a livello scientifico. La
collezione micologica, costituita da una serie di modelli in cera,
presenta ai visitatori l’esposizione di alcune specie tra le più
diffuse in Sardegna, quelle più facilmente riconoscibili e più
interessanti dal punto di vista gastronomico. Accanto a queste non
mancano le specie tossiche, che sono state raggruppate con dei colori
diversi, sulla base dei sintomi che possono causare se ingerite. Ciascun
esemplare è accompagnato da una scheda dettagliata, in cui vengono
fornite informazioni sulla struttura, le caratteristiche e i
modi di nutrizione e riproduzione.
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Padiglione antropico
L'ultimo allestito, tra gli spazi museali,si articola in due nuove collezioni permanenti, quella archeologica - dove sono presenti le ricostruzioni in scala di alcuni dei principali monumenti nuragici e siti della Marmilla - e quella antropica, che raccoglie le testimonianze della civiltà contadina del recente passato e consente di ricostruire un'immagine concreta della storia e della cultura del territorio.
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Sezione Archeologica
Nella sezione archeologica sono presenti:
- 12 pannelli esplicativi di varia dimensione;
- una ricostruzione a grandezza naturale di una capanna prenuragica, completa di arredi e strumenti del vivere quotidiano del periodo in esame;
- la ricostruzione del nuraghe Genna Maria di Villanovaforru;
- la ricostruzione della domus de janas di Scaba 'e Arriu di Siddi;
- la ricostruzione della tomba prenuragica di Bingia 'e monti di Gonnostramatza;
- La ricostruzione della tomba di Padru Jossu di Sanluri;
- La ricostruzione della tomba dei giganti Sa domu 'e s'orku di Siddi;
- la ricostruzione del pozzo Sacro di Sant’Anastasia di Sardara.
- 12 pannelli esplicativi di varia dimensione;
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Sezione Antropica
Nella sezione dedicata a "l’Antropizzazione del territorio in Marmilla nella prima metà del Novecento, 18 grandi pannelli (1 m x 2 m) guidano il visitatore nell'itinerario della visita. Ai pannelli sono legati numerosi oggetti della vita agricola, che assurgono a simbolo di un tempo non molto lontano: le misure per il grano, gli abiti da campagna, gli aratri di ferro e legno, i tascapane ricamati con le iniziali, ecc... Tra i vari oggetti spicca un grande vascone colmo di grano, centrale rispetto alla sala, la cui particolarità è di essere interattivo. I visitatori, toccando con mano e giocando con i chicchi di grano, rivivono tattilmente le sensazioni di allora.
Il più grande tra tutti gli spazi espositivi serve attualmente da supporto alle grandi esposizioni di livello internazionale. I reperti, che dovranno essere allestiti in maniera permanente, sono in parte già stati acquistati dal museo e catalogati, mentre si aspetta di studiare l’aspetto museografico e di comprare gli arredi.
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Padiglione esposizioni temporanee
Primo in ordine di visita, tra i cinque padiglioni del museo, è quello maggiormanete conosciuto per aver ospitato importanti mostre di carattere internazionale. Nei sei anni di attività si sono svolte le seguenti esposizioni: Dinosauri, I Grandi di Spagna (Goya, Dalì, Mirò e Picasso), Leonardo da Vinci, L’antico Egitto, La Doppia elica del DNA.
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Atelier dei giogus antigus
La collezione esposta - presso la hall del museo - si compone di circa 200 pezzi di varia dimensione e differenti materiali, decorati abilmente da un artigiano, che ha seguito le antiche tecniche di costruzione. La riscoperta dei giochi e dei giocattoli tradizionali è la chiave d'accesso preferenziale, scelta dai giovani, per la rivalutazione della cultura della loro terra. Durante lo svolgersi del gioco si innescano meccanismi inconsci, attraverso i quali riaffiorano i ricordi legati alle espressioni linguistiche dialettali, alle tradizioni culturali vissute o sentite dai "grandi" e si rivivono emozioni ormai dimenticate. L'attività motoria e manuale stimola la fantasia e l’espressione dei ragazzi, li mette alla prova e li rende partecipi in un'iniziativa comune.
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Galleria artisti contemporanei
Sita presso la hall del museo, ospita periodicamente mostre personali e collettive di artisti contemporanei di livello ragionale e nazionale. La galleria è visitabile gratuitamente e indipendentemente rispetto alle altre collezioni del museo. Le mostre vengono pubblicizzate (con dépliant) presso tutti i comuni del consorzio e mediante le pagine, dedicate ai musei e mostre, nei quotidiani locali. Tra le altre si segnalano: Notizie dal Pianeta di A. Liberati, Gruppo 1+1+1 di M. Madeddu, M. Saddi, D. Losengo, Inediti anni ’90 di N. Cannella, Igne Natura Renovatur Integra di G. Bosich, Dell’ignoto e dell’altrove di L. Pes, Kentu concas Kentu barritas dell’Ass. Arrastos, Stanze 2003 dell’Ass. Man Ray, Si... cose meravigliose di M. A. Manunza.
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Galleria dei venti comuni
Si tratta di un’esposizione di supporto del Museo del Territorio. Si rivela di fondamentale importanza, in quanto mira a promuovere i rapporti tra museo e territorio. È composta da 23 grandi pannelli illustrativi, che tracciano la storia del Consorzio Turistico e dei 20 comuni aderenti. Nei tre primi pannelli viene introdotta la filosofia turistico-culturale e la storia in crescendo del suo sviluppo, mentre i restanti 20 illustrano i beni culturali presenti all'interno di ciascun comune: beni archeologici, chiese romaniche e medioevali, castelli giudicali, retabli, musei, centri culturali, ecc... Alla galleria dei venti comuni è,intimamente legato un catalogo che funge da guida turistico culturale, a disposizione dei visitatori ed acquistabile presso il book-shop del museo.
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Laboratori scientifici e didattici
Un'ampia ala del museo, quasi un quarto dell’intera superficie, è occupata dai laboratori di archeologia e biologia molecolare, diretti dalla guida tecnico-scientifica dell’Istituto di Genetica delle Popolazioni del CNR e della Società Shardna Life-Sciences. I laboratori, visitabili previa prenotazione, rappresentano la parte museale dedicata all’indagine scientifica ma allo stesso tempo, per venire incontro alle esigenze didattiche del pubblico scolastico, sono stati studiati tre progetti didattici mirati per fasce d’età . Per i più piccoli il nostro motto è quello latino del Ludendo Docere, per i più grandi vale invece l’esperienza diretta dell’affiancamento ai genetisti, che faranno loro provare l’emozione di estrarre da sé il loro DNA.
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Parco geobotanico del mediterraneo
Il parco è stato progettato con l’intento di farne una struttura di interesse scientifico-didattico e turistico, capace di evidenziare le caratteristiche proprie del territorio. Azione prioritaria del parco è quella di salvaguardia delle biodiversità della Sardegna, in particola modo delle varietà in via di estinzione e delle entità floristiche di particolare rarità . È strettamente collegato al Sistema Museale che comprende tutti gli elementi in qualche modo collegati al regno vegetale. Una volta ultimato e completata la crescita delle piante comprenderà tutti i settori vegetazionali meditterranei del mondo:
- Emisfero boreale (aree mediterranee e California)
- Emisfero australe (Cile, Sudafrica e Australia del sud)
Ospiterà piante di uso alimentare, soprattutto farmacologico e cosmetico. Avrà il compito didattico di creare scuole di architettura verde e produrre, in vivaio, le essenze più significative ivi comprese le "piante grasse". Alla realizzazione del complesso progetto collaborano l’Istituto di Botanica dell’Università di Cagliari e l’Istituto di "miglioramento genetico delle piante" del C.N.R., Università di Firenze, che ha messo in atto le prime collezioni del Gene Bank della Regione Sardegna (tasso, cocifera, frassino, roverella, leccio, acero, ecc...). Collabora, inoltre, l’Azienda Foreste Demaniali Sarda. In sostanza si tratta di un Orto Botanico di concezione completamente nuova, dove le specie vegetali sono rappresentate, ciascuna, in migliaia di esemplari tutte geneticamente certificate.
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Parco dei monumenti megalitici
Il parco dei monumenti megalitici comprende 36 siti archeologici di proprietà del Consorzio Turistico (Nuraghi a corridoio, monotorre, complessi, tombe prenuragiche, tombe dei giganti, ecc...). È dislocato in maniera diffusa tra i vari comuni del Consorzio Turistico, con una concentrazione straordinaria sull’Altopiano basaltico della Giara di Siddi (17 momunenti megalitici). I siti sono valorizzati dal Consorzio Turistico e protetti da recinzioni con muretti a secco. Tra questi spiccano per importanza la mastodontica tomba dei giganti "Sa domu ‘e s’Orku", il protonuraghe "Sa Fogaia" e il nuraghe complesso "Brunku sa Cresia", entrambi sulla giara di Siddi.
I singoli diorami presentano sfondi pittorici eseguiti fedelmente su precisa documentazione fotografica. La ricostruzione delle componenti vegetali risulta particolarmente accurata e in ognuno di essi è presente un soggetto faunistico principale, a cui si affiancano altri animali, idonei per i singoli ambienti nelle specifiche condizioni di stagione. Gli animali vengono presentati in atteggiamenti comportamentali significativi, cercando con ciò di conseguire uno scopo di documentazione etologica. Accanto agli uccelli delle specie più diverse, raffigurati alla ricerca di anfratti per la nidificazione, non mancano gli insetti coprofagi, importantissimi per lo smaltimento delle materie stercorarie. Un formicaio ingrandito di circa venti volte è rappresentato nel pieno della sua attività . Tra gli ambienti naturali più caratteristici figurano i dirupi basaltici di Sa Corona Arrubia, il bosco di lecci e diverse visioni della vita sull’altipiano della giara.
Altri
diorami mostrano ambienti in cui la natura interagisce con le attivitÃ
umane, come l’agricoltura e l’allevamento. Nell’ambiente rurale, in cui
numerose sono le costruzioni abbandonate dall’uomo, trovano le risorse
necessarie alla sopravvivenza diverse specie di animali. Uccelli,
mammiferi e rettili utilizzano fessure o buchi nei muri, sottotetti e
anfratti come rifugio giornaliero o per costruire i loro nidi. Le zone
adibite a pascolo, nel territorio circostante il castello di Las
Plassas, con forte dominanza di ampelodesmo, sono il regno ideale dei
coleotteri e dei rettili.
La sezione dei diorami non ci propone una semplice visione della natura, ma ci insegna ad osservarla in maniera più attenta, evidenziando l’intervento umano e i cambiamenti che questo ha determinato. Si rivela, così, uno strumento didattico ed educativo particolarmente prezioso, utile per una migliore valorizzazione del patrimonio faunistico e floristico della Sardegna.
Nel terzo ambiente è contenuta la xiloteca introdotta da una grande vetrina che esplica il significato termine e la sua storia, introducendo cenni di dendrocronologia. Il resto della sala si compone di 3 grandi vetrine che contengono 34 specie di legni e altrettante tavole acquerellate esplicative. Il quarto ambiente, il più vasto, contiene l’Erbario. Si compone di 5 grandi vetrine che espongono 51 specie vegetali corredate da 14 pannelli, altre 5 vetrine corredate da altrettanti pannelli che creano il percorso denominato "Come nasce un erbario", ed infine 2 grandi teche che raccolgono campioni d’erbario.
In alcune vetrine è possibile vedere anche le cosiddette "camicie", cartelline all’interno delle quali sono custoditi diversi fogli contenenti le erbe campione, che andranno poi a costituire un pacco d’erbario. L'erbario, oltre che efficace mezzo divulgativo sulla flora e la vegetazione del territorio, costituisce un valido strumento didattico in grado di stimolare lo spirito di osservazione degli studenti o dei semplici appassionati, ai quali permette non solo di ricavare utili considerazioni dal punto di vista conoscitivo ma, anche, di analizzare i rapporti di affinità tra i vari tipi di piante e di conoscere la loro distribuzione nello spazio.
La xiloteca raccoglie una trentina di specie vegetali legnose, presenti nel territorio del Consorzio Sa Corona Arrubia. I campioni presi in esame sono costituiti da sezioni trasversali (rondelle) e longitudinali (steli), ricavate dal loro fusto o da un grosso ramo secondario. Ogni specie è accompagnata da una tavola acquerellata e da una scheda descrittiva, che ne illustra le caratteristiche e le proprietà mettendo in risalto come il legno sia, ancora oggi, una risorsa preziosissima per l’uomo nonostante la diffusione della plastica e di altri materiali tecnologicamente avanzati.
In una serie di pannelli sono fornite utili indicazioni sull’origine, l’evoluzione storica e il significato delle xiloteche, strumento importantissimo per favorire una corretta gestione e uno sfruttamento più razionale delle risorse legnose. Una parte della sezione è dedicata alla dendrocronologia, il metodo di datazione basato sulla determinazione dell’età di una pianta, per mezzo della misurazione dello spessore degli anelli di accrescimento annuale e del loro conteggio.
Questi progetti didattici si aggiungono alla già ricca offerta didattica del museo che propone, tramite anche un apposito catalogo, i seguenti progetti e laboratori legati alle sezioni permanenti: Flora e Guffetto rivolto alle scuole materne, Una giornata da giovane esploratore rivolto alle scuole elementari, Quiz dei Diorami rivolto alle scuole medie ed obbligo formativo, Giogus Antigus rivolto a tutte le scuole, Come costruire il tuo erbario rivolto a tutte le scuole ed agli enti professionali, Il mestiere del tassidermista rivolto a scuole ed enti professionali, escursione naturalistica Dentro i Diorami rivolta a scuole ed enti professionali, escursione scientifica La meccanica della seggiovia rivolta ad istituti tecnici, escursione naturalistico-scientifica Il ciclo dell’olio e il progetto Pleurotus rivolta ad istituti tecnici e di botanica, escursione archeologica Visita agli scavi archeologici rivolta a tutte le scuole, progetto didattico Adotta una pianta rivolto a tutte le scuole.
Si segnalano, inoltre, raggiungibili attraverso brevi spostamenti in auto (in un raggio di appena 1 km dal Museo del Territorio): un’altra tomba dei giganti a stele centinata denominata "Cuaddu ‘e Nixias", un gigantesco menhir rovesciato sito in località "Perdas fittas", il nuraghe "Pitzu Commu" e quello del monte "Concali! attualmente interessati da scavi archeologici.