Arte e archeologia
Il territorio pulese reca tracce antiche di popolamento. I menhirs di S'Abuleu sono prova di insediamenti preistorici. Più corpose le testimonianze di stanziamenti nuragici: si trovano, infatti, i nuraghi Mereu, Su Nuragheddu de Perdu Becciu, Perdosu e Guardia is Mongias ed il nuraghe con pozzo sacro presenti nell'area archeologica di Nora.
La mitologia vuole che Nora fosse fondata, da Norace, figlio della ninfa Erithia e di Ermes, giunto in Sardegna dall'Iberia a capo di uno stuolo di uomini.
Gli scavi, incominciati nel secolo scorso nelle necropoli e nel tophet e proseguiti, tra il 1952 ed il 1960, nel centro abitato, attribuiscono la fondazione del centro ai Fenici forse nell'VIII secolo a.C. Al periodo fenicio si ascrivono la necropoli ad incinerazione e le abitazioni del litorale meridionale.Â
Meno copiosi i monumenti cartaginesi: alcune tombe a camera, il tophet, non più visibile, ubicato presso la Chiesa di Sant' Efisio, il Tempio di Tanit ed il quartiere denominato Kasbah, un labirinto di case di modeste dimensioni, con muri in opus africanum (muri a telaio), indubbiamente costruite in età punica, ma ristrutturate largamente durante il periodo romano.
Ricche invece le testimonianze di Nora in epoca romana. Il sistema viario urbano alterna caratteristiche regolari di quello romano a tratti tortuosi e irregolari risalenti al periodo punico.
La piazza degli affari (il forum), lastricata in blocchi di andesite, si apre sul litorale meridionale e più oltre sono visibili gli edifici canonici dei fori (Curia, Basilica, Aerarium,). A breve distanza dal foro si trova un tempio, in origine esastilo, con gradinata d'accesso, interrotta al centro da un'ara, pronao, cella e penetrale mosaicati, forse il Capitolium di Nora.
Il centro possedeva un bel teatro, ancor oggi sede di rappresentazioni e spettacoli musicali. Il teatro si articola nelle canoniche partizioni di: cavea, orchestra e scena; alla cavea davano accesso i vomitoria (scale esterne), all'orchestra (dove erano collocati i seggi per i personaggi più rappresentativi della città ) dei passaggi coperti con volta a botte. Nell'iposcenio si possono vedere alcuni dolii che fungevano da risuonatori.
Sulla via lastricata, in direzione Ovest di fronte alla Kasbah, si trovano i mosaici del ninfeo (un peristilio con pavimenti musivi della prima metà del III secolo d.C. ed aggiunte al IV secolo d.C). Proseguendo sulla stessa via (a destra) sorgono un edificio di non chiaro significato, forse il macellum (mercato), un piccolo stabilimento termale e - a sinistra - le grandiose terme a mare del II secolo d.C.
Dirigendosi verso Sa punta 'e su Coloru si può osservare la casa ad atrio tetrastilo, con pavimenti in mosaico di elevata fattura attribuiti ad ambito nord-africano della metà del III secolo d.C. e inizi IV secolo d.C. (notevole il pavimento di un cubiculum con un emblema rappresentante una Nereide su centauro marino). A Sa Punta 'e su Coloru si individua un complesso di santuari, il più significativo è quello di Eshmun-Esculapio con pronao, cella a penetrale bipartito. Il tempio, di fondazione punica, è oggi visibile nella sua ristrutturazione di età imperiale.
L'edificio più interessante di Pula è la Villa Santa Maria, chiamata come la chiesa demolita al momento della costruzione. Il progetto, in stile neoclassico, appartiene a Gaetano Cima e ricorda i suoi successivi capolavori quali l’ospedale Civile di Cagliari. Fu costruita nel 1838 per il Console di Marina. La Parrocchiale, conserva appena traccia dell’architettura originale.
Fuori dell'abitato, accanto agli scavi di Nora, resta la Chiesa di Sant'Efisio, che ha assunto all'esterno l'aspetto caratteristico di tante chiese campestri con il loggiato anteriore, tipico della fine del Cinquecento e del Seicento, pur essendo in realtà una delle più antiche del Cagliaritano.
La chiesa conserva intatta la fisionomia romanica che alla fine del secolo XI le diedero i monaci Vittorini, in forme che derivavano dall'architettura franco-provenzale; ha tre navate divise da massicci pilastri, coperte da volte a botte percorse da sottarchi e, nonostante le modeste dimensioni, la sua struttura risulta monumentale e il suo interno estremamente suggestivo.
La Torre del Coltellaccio, protetta da una cortina muraria rinforzata da piccole torri, si leva sugli scavi dell'antica città di Nora per un'altezza di 12 m. Posta a 53 s.l.m., fu costruita alla fine del Cinquecento.
La Torre di Cala d'Ostia, datata 1601, si trova in riva al mare, nella Pineta di Santa Margherita.
Nell’isola di San Macario, al largo di Nora, in cui gli storici indicarono l'esistenza di un monastero di rito greco, si trova una torre troncoconica con lo stesso nome, costruita nel 1595 e utilizzata fino al Settecento.
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